Due parole su “Le fotografie del silenzio”, di Gigliola Foschi.

Due parole su “Le fotografie del silenzio”, di Gigliola Foschi.

In questi giorni di tedio e di noia mortale, ho ripreso tra le mani il mini libriccino scritto da Gigliola Foschi: “Le fotografie del silenzio. Forme inquiete del vedere”.

Mi ha molto colpito e per questo ti ruberò meno di due minuti per parlartene.

“Le fotografie del silenzio” è un libro talmente piccolo che scompare nella tua libreria. Arriva a malapena a 50 pagine ma, ti assicuro, leggerlo ti svolta davvero la vita e la visione delle cose.

Siamo giornalmente sommersi da immagini che ci urlano in faccia la loro esistenza e la loro appartenenza a questo mondo. Vogliono farsi sentire e tutte vogliono essere le protagoniste del nostro immaginario collettivo.

Lì in mezzo però, esistono altre immagini, altre storie, che rimangono silenti, pronte a farsi ascoltare, senza volersi erigere per forza come le star dell’ultimo film di Quentin Tarantino.

Gigliola offre così la sua attenzione, e in tre capitoli, molto sintetici, ma straordinariamente forti, ci parla di come fare fotografia non sia sempre un volersi mettere in mostra o un voler creare uno scandalo per attirare l’occhio indiscreto del normale cittadino.

Un silenzio che torna in più forme e che ci ricorda che ancora molte storie devono, e vogliono, essere raccontate. Basta rizzare le antenne e captare, quando si ha la sensibilità giusta, quegli eventi che di primo acchito ci sembrano ininfluenti ma che, sotto sotto, parlano molto più di altri.

Una questione di punti di vista e di capacità di saper andare oltre le cose. Una questione che solo i veri fotografi possono capire.

Va letto assolutamente! E poi, per quello che costa, sarebbe un oltraggio non averlo in libreria.

Ora devo scappare. Leggilo e rileggilo anche per me!

A presto e buona lettura.

Si ripete in continuazione che le immagini da cui siamo circondati sono “troppe”. Ma di fatto sono troppe quelle che inseguono gli eventi stabiliti dai media. Mentre sono poche o addirittura inesistenti, quelle che potrebbero costituire un approfondimento libero da logiche standardizzate.

~ Gigliola Foschi
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