Napoli è una città irresistibile. Tutti se ne innamorano. Tutti, in forme e momenti diversi della propria esistenza terrestre, sentono la necessità di congiungersi a lei.

Non so quale sia ad oggi, tra gli ingredienti che la compongono, la causa primaria di questa soluzione chimica che si instaura tra il genere umano e un luogo senza tempo.

Sarà il mare, sempre presente all'orizzonte, oppure il calore delle persone, caratteristico di questa terra: quello che è certo è che più domande ci facciamo e più, nel profondo, sappiamo di capirne sempre meno.

Napoli è quella che è e l'accettiamo così.

Ad Arturo Zavattini, figlio di Cesare, famoso regista del periodo neorealista italiano, sono bastati solo due giorni per innamorarsene. La sua "Passeggiata Napoletana", raccolta di fotografie realizzate nel 1957, a seguito di un soggiorno nel capoluogo campano, sono la testimonianza più diretta e carnale di come questa terra, inspiegabilmente, riesca ad entrarci dentro, senza filtri, fin nelle ossa.

Ho scelto oggi di parlartene perché di fotografie di Napoli ne abbiamo viste, e continuiamo a vederle, in tutte le salse, in tutti suoi eccessi e in tutte le sue meraviglie, ma raccontata così, come solamente un grande intellettuale ed amante dell'arte poteva fare, è l'eccezione che conferma la regola.

Quelli di Arturo sono istanti ben lontani dalle solite rappresentazioni pubblicitarie o da cartolina: ci sono la città, le sue attività e i suoi cittadini, ma l'aria respirata è diversa, come se fosse impregnata di lirismo e magia.

I suoi sono appunti visivi, istintivi e personali di un diario di bordo costruito alla rinfusa che però manifesta, straordinariamente, e in forme inaspettate, una consapevolezza visiva ed artistica quasi impareggiabile.

È Street Photography pura, semplice e diretta, senza tutta quella pesantezza, tipica del periodo, data dal dover narrare, come se ci fosse imposto, la quotidianità italiana vista dal lato politico e sociale.

La Napoli di Arturo Zavattini è una Napoli diversa dalle altre, una Napoli silenziosa ed affascinante. Vederla così, seppur in queste poche immagini trovate online - nella monografia ce ne sono molte di più - mi ha un pò emozionato, perché sento di averla riscoperta per l'ennesima volta (o di non averla scoperta affatto).

Spesso, per entrare dentro ad un mondo, non servono mesi e mesi di camminate, di dialoghi e di esperienze vissute, ma basta la chiave giusta, la profondità giusta. Arturo l'ha trovata e queste fotografie ne sono una bella dimostrazione.

E tu, le conoscevi già?

Fonte: Postcart Edizioni, immagini di © Arturo Zavattini

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