Il viaggio tra i più famosi marchi fotografici continua ed oggi porta all’interno del blog la storia della Kodak: azienda rea di aver introdotto, e reso disponibile, il primo mezzo fotografico economico ad un pubblico più disparato.

Kodak Brownie: la prima macchina fotografica per le masse

La Eastman Kodak Company, o più comunemente chiamata Kodak, è un’azienda statunitense che nasce nel 1888. Dal punto di vista storico, la fine del 19 secolo, rappresenta un momento in cui varie aziende hanno sviluppato e sperimentano prodotti sempre più innovativi e performanti.

Quello che però mancava era la possibilità economica, da parte di un pubblico non professionista, di poter acquistare una macchina per poter scattare, e così provare, la “magia” di immortalare il momento.

Pubblicità Kodak Brownie

Così la Kodak, nel 1900, si inventa un prodotto che da li in poi cambierà completamente il panorama fotografico e sociale: stiamo parlando della Kodak Brownie, fotocamera che costava veramente pochissimo e che permetteva di poter esaudire i desideri della maggior parte del pubblico.

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Quello che poteva risultare essere solamente una mossa commerciale, diventò ben presto il punto di inizio di una “massificazione” del mezzo fotografico e, potremmo dire, anche una diffusione sempre più maggiore dell’arte.

Come sappiamo questa viveva ancora di caratteristiche che difficilmente inglobavano un pubblico differenziato (la maggior parte degli artisti avevano conseguito studi e l’arte interessava solo una ristretta cerchia di persone) e per questo motivo fu una vera e propria rivoluzione.

La Kodak Brownie portò moltissimi cittadini, americani e non, a scattare molte fotografie e a farlo con il minimo dello sforzo tanto che, la stessa azienda, si proponeva di raccogliere tutti i negativi, stamparli e riconsegnarli direttamente a casa delle famiglie.

Kodachrome: la pellicola a colori più famosa sul mercato

Kodak non lavorò solo sulla produzione di macchine fotografiche anzi, potremmo dire che, ad averla resa molto famosa fu soprattutto il suo interesse verso la costruzione di pellicole, a colori e non, che ben si sposassero con i gusti e lo stile di tutti i fotografi del mondo.

Una pellicola in particolare, ovvero la Kodachrome, divenne in pochissimo tempo la pellicola preferita da moltissimi professionisti ed amatori (tanto che venne prodotto un film proprio su di essa).

La Kodachrome era conosciuta per due motivi particolari: il prezzo irrisorio e l’ottima fedeltà dei colori. Queste due caratteristiche fecero in modo che la pellicola fosse amata da tantissimi e venduta con numeri veramente spaventosi. Purtroppo l’arrivo del digitale ridusse di moltissimo le vendite e così, nel 2009, la pellicola uscì di produzione. Tutt’oggi è quasi impossibile trovarla ed acquistarla.

Kodak nel nuovo millennio

Kodak ha subito moltissimo le difficoltà introdotte con l’arrivo delle nuove tecnologie. In pochissimi anni abbandonò vari progetti legati soprattutto alla produzione di pellicole famosissime in passato e iniziò ad interessarsi a settori, legati sempre al mondo della tecnologia e fotografia, ben più proficui.

Dopo qualche accordo con varie aziende cinesi, che gli permisero di mandare avanti l’azienda ormai sull’orlo del fallimento, la Kodak riprende la sua completa attività nel 2013 con nuovi progetti e con la possibile reintroduzione, in tempi recenti, della pellicola Ektachrome.

Quest’ultima, prodotta intorno agli anni ‘4o, era conosciuta, ed apprezzata, soprattutto dai paesaggisti vista la sua naturale predisposizione verso il contrasto e la saturazione accentuata.

L’azienda così prende al balzo la moda del ritorno all’analogico mettendoci tutta quella qualità che la resero famosa in passato. Questo processo non rappresenta una novità per Kodak tanto che, qualche mese fa, ha messo in rete la sua prima moneta virtuale, seguendo così la strada che si sta sempre di più diffondendo sul mercato odierno.

Fare la differenza

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