Le immagini di Chiara Scaldaferri sono istanti di vigile partecipazione che ci fanno dire: quale sarà il prossimo?
Ci sono sguardi che non si scollano facilmente dalla memoria. Fanno capolino, come ricordi lontani, e tuttavia palpabili, dai recessi del nostro cervello. Nemici, direbbe qualcuno, in terra straniera. Perché uno sguardo è estraneo e al contempo familiare, singolare creatura che galleggia in un territorio tutto suo: chi ne incontra uno - di caro, di bello, di sfigurato - può immaginarselo volteggiare nella penombra di un ricordo sfumato; chi lo fotografa, invece, non può accontentarsi di maneggiarlo con insufficienza: deve dargli un contorno, rendere giustizia a una fisionomia che conserva il nucleo del mondo. Nelle fotografie di Chiara Scaldaferri, sguardi e storie vibrano all'unisono. E quel nucleo dell'esistenza umana, poc'anzi citato, viene fuori in uno straordinario ventaglio di impressioni.
Chiara è una fotografa di origini lucane. Oggi vive a Napoli e la stragrande maggioranza delle sue immagini si sviluppa nelle vie di questa frenetica città. Nel Portfolio mostratoci in queste pagine, gioia, dolore e dolcezza convivono in una strana alleanza tra elementi. Nulla sembra sfuggirle e nulla, in quei leggeri sospiri di vivere quotidiano, sembra destinato a consumarsi nelle viscere della banalità.
La sua fotografia è schietta, loquace: va alla ricerca dell'autenticità. Essa è fatta di rassicurazioni, intese, scambi reciproci, di un'inesprimibile necessità di catturare l'essenza di un sorriso appena scoccato. Un riso che si manifesta nei volti dei suoi soggetti - giovani e vecchi - ma anche in chi, cercando invano di non rimanere invischiato nella tela di un momento consacrato, guarderà le immagini.
Due i temi ricorrenti: l'infanzia e i costumi sociali. Chiara riesce limpidamente a inquadrare l'evolversi di una situazione senza rovinarne la natura. È come se si rendesse testimone di esistenze altrui stando al confine tra il discreto e l'indiscreto. Si muove, lenta, senza pestare la coda del vissuto: una moderna Helen Levitt.
Uno sguardo attento, il suo, che ci lascia trasportare in un flusso infinito di detto e non detto, di ironia e sacralità. Questo è forse il tratto che amo di più della sua fotografia. Istanti di vigile partecipazione che ci fanno dire: quale sarà il prossimo?
Cerco di tradurre in immagini ciò che spesso sfugge alle parole - Chiara Scaldaferri

Fotografia di © Chiara Scaldaferri









Fotografie di © Chiara Scaldaferri (ig: chiara_scaldaferri)



Fotografie di © Chiara Scaldaferri (ig: chiara_scaldaferri)





Fotografie di © Chiara Scaldaferri (ig: chiara_scaldaferri)


Chi è l'autrice?
Originaria di Potenza e oggi di base a Napoli, sono una fotografa mossa dalla curiosità per l'autenticità. Il mio lavoro si concentra sul racconto della realtà attraverso frammenti di quotidianità e momenti spontanei, catturati per come si presentano. Parallelamente alla fotografia, porto avanti i miei studi in Hindi e Portoghese presso l’Università “L’Orientale”. Questo background linguistico influenza profondamente il mio modo di osservare: cerco di tradurre in immagini ciò che spesso sfugge alle parole. Scatto con una Canon R e una Samsung ES75, alternando la precisione della mirrorless alla spontaneità della compatta per documentare la vita in ogni sua sfumatura.
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