In tutte le storie che si rispettino c'è sempre una pausa pranzo ad interrompere lo svolgimento degli eventi. Pensaci bene. In queste scene, spesso caratterizzate da attori che fintamente azzannano un panino o personaggi che bevono caffè perché di tutto il resto non hanno voglia, la vita quotidiana si distende in pochi e lunghi frammenti, spingendoci ad essere parte dell'intimità creatasi tra i protagonisti.

Questo arco temporale, seppur ristrettissimo, assume narrativamente un'importanza indiscutibile, tanto da essere diventato, nel cinema e nella letteratura, luogo privilegiato in cui ambientare i momenti più decisivi della storia.

Diner, tavole imbandite e venditori ambulanti nel bel mezzo della strada. Un ventaglio di occasioni e sapori che solo chi vive quei contesti può capire ed apprezzare. La pausa pranzo, vista da fuori, è un qualcosa che non annoia mai.

Lunchtime, di Charles H. Traub, è tra le espressioni fotografiche migliori di questo concetto: una serie di fotografie, diventata poi un libro edito Damiani, che attinge da una raccolta di più di 400 ritratti realizzati tra il 1977 e il 1980, durante la pausa pranzo, nelle strade di New York e delle principali capitali europee.

Il suo lavoro, estremamente semplice, è di grande ispirazione.

Lunchtime (1977-1980) di © Charles H. Traub

Lunchtime nasce da una necessità di riempire le ore buche tra un lavoro e un altro.

Durante la fine degli anni '70, Charles, rivestiva contemporaneamente la carica di presidente del dipartimento fotografico del Columbia College di Chicago e quella di curatore della Galleria Lightbox di New York. In mezzo a queste due attività, separate da diversi chilometri calpestabili, una lunga pausa pranzo, da sfruttare adeguatamente per portare avanti i propri progetti personali.

Charles H. Traub, ai tempi, era già un grande osservatore, empatico e malizioso. A spingerlo nella ricerca impetuosa dei soggetti più giusti era l'ebbrezza di poter raccontare, in una fotografia, quei dettagli e quelle sensazioni che solo un volto, o un capo di abbigliamento, riuscivano a trasmettere ad un primo sguardo fugace.

Lunchtime è composta da ritratti di strada realizzati con una Rolleiflex SL66. A colpire, immediatamente, sono questi primi piani, dalle spalle in su, di personaggi esuberanti, caricaturali e sorridenti appartenenti a qualsiasi classe sociale.

Charles si metteva in un angolo delle strade più trafficate della città e fermava chi gli destava maggior curiosità. Era una pratica che richiedeva velocità di osservazione e sangue freddo. Trovato il soggetto giusto si frapponeva tra lui e la strada. Un tempo limitatissimo, e poche frasi, per conquistarsi la sua fiducia.

Racconta, in un bella intervista per Fused Magazine, che il tutto gli riusciva naturale, poiché, in quel periodo, le persone manifestavano, volontariamente o involontariamente, il loro bisogno di farsi notare tra la folla, sottolineato dalla scelta di un capo di vestiario o da un moto comportamentale.

Scegli il tuo abbigliamento per una ragione. C'è sempre un qualcosa di te stesso nel modo in cui ti presenti al mondo e penso che se qualcuno se ne accorge, o si complimenta, le persone ne rimangono contente. Si sentono, a fronte di questo, individualizzate ed accettate - Charles H. Traub, in un'intervista su slate.com

Uno schema di azione semplicissimo, per delle fotografie che sfruttano le apparenze - ampiamente rispettate e trascese fino all'eccesso - per poi andare oltre.

Questi volti rubicondi, esaltati dalla luce del sole al massimo della sua altezza, ci comunicano emozioni positive, mostrandoci un interessantissimo quadro sociologico delle mode e della disinvoltura dell'epoca, oggi quasi totalmente sostituite dall'appiattimento culturale e dalla diffidenza verso gli estranei.

Charles non ha mai avuto problemi nello scovare personaggi da inserire nel suo archivio. New York, e le capitali europee, sono grandi, maestose, e chi frequenta le strade più trafficate al mondo fa di tutto per non passare inosservato.

Le persone fotografate si prestano placidamente all'esposizione della Rolleiflex, in attesa di prendere parte, con il sorriso, a questo enorme album di figurine della società contemporanea: divertendosi, e divertendoci, come non mai. Non esistono regole, se non quella di rimanere se stessi, perché essere se stessi è una cosa figa.

Lunchtime (1977-1980) di © Charles H. Traub

Di questo lavoro mi piace tutto. L'estetica, fortemente vintage. Il taglio, intimo ed informale. Le espressioni uniche di individui che davanti la fotocamera si sentono a loro agio, come se di fronte avessero un parente o un amico di infanzia.

Charles è bravo e costruisce per noi un universo quasi surreale.

Quando scocca l'ora fatidica della pausa pranzo tutto si trasforma e delle precise categorie sociali, caratterizzate da accessori stravaganti, completi imbellettati e costumi quasi sfarzosi, escono allo scoperto. Una passerella, per pochi minuti, si riversa sulle strade, accogliendo le sue star del cinema.

In questo contesto ogni oggetto è ben accetto. Più è strano e più è gradito. Più buca le inquadrature, più è adatto ad essere ritratto in una fotografia. Lunchtime, come una rete indiscriminata, le cattura tutte e ne fa materia di bellezza. Non c'è odio, giudizio o canzonatura: questo mostratoci è lo spettacolo del mondo, fatto di varietà, gioia e tristezza; legami temporanei ed impercettibili che si creano al momento dell'incontro tra due sconosciuti; magia mascherata da quotidiano.

Una serie di ritratti, che come la pausa pranzo, non lascia mai indifferenti, perché le fotografie di Charles H. Traub, nel profondo, ci interrogano su noi stessi, lasciandoci vagare tra un volto e un altro per riconoscerne attinenze, differenze, origini e similitudini. Un'indovina chi molto più divertente e che spesso si conclude con una conferma o smentita dei nostri pregiudizi.

Chi ho davanti? Da dove viene? Cosa fa nella vita?

Oggi ci girano i Tik Tok così, registrando sconosciuti e chiedendo loro, dopo aver scattato una fotografia ad altri sconosciuti qualche minuto prima, cosa ne pensano degli abbigliamenti di quei malcapitati e quali professioni pensano che rivestano.

Un gioco delle apparenze, di rivelazioni sconcertanti, su cui un tempo i fotografi costruivano narrazioni e riempivano le sale dei musei. L'intento era emozionare, aprire porte e creare connessioni. Nell'era moderna, tutto ciò, è quasi scomparso, per lasciare spazio ad una fotografia di strada priva di legami con il mondo e piena di vicende e volti umani per cui proviamo totale indifferenza.

Lunchtime, invece, continua a dirci qualcosa e a farlo senza titoli clickbait.

Segno di come a volte, le buone fotografie, non necessitino di ulteriori orpelli.

Chi è Charles H. Traub?

Charles H. Traub è un fotografo americano. Nel suo percorso artistico è stato seguito da maestri del calibro di Aaron Siskind, Arthur Siegel e Garry Winogrand. Il suo stile è unico, caratterizzato da colori pastello, inquadrature dal tono vernacolare e da una sottile ironia di sottofondo. Qui il suo sito web.

Fonti utilizzate:
  1. CHARLES H. TRAUB. Lunchtime (Sito Web)
  2. Up close with an eccentric and colourful cast of 70s passers-by, courtesy of Charles Traub (itsnicethat.com)
  3. Charles H. Traub on Sunglasses and Jackie O (Anothermag.com)
  4. Ladies and Gentlemen Who Lunch (Slate.com)
  5. The vintage New York Street Photography of Charles Traub (fusedmagazine.com)
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