Eugène Atget: tra surrealismo e quotidianità

Eugène Atget: tra surrealismo e quotidianità

Eugène Atget è stato uno dei primi fotografi ad abbandonare quella idea di pittorialismo tanto legata alla prima fotografia del diciannovesimo secolo, per abbandonarsi completamente ad una narrazione senza vincoli, e a tratti surreale, della quotidianità nelle strade francesi. Ma perché questo personaggio divenne così famoso agli occhi dei grandi artisti del ‘900?

Eugène Atget Biografia

Eugène Atget nasce nel comune di Libouerne nel 1857. Rimasto orfano alla tenera età di cinque anni fu accolto nella casa dei suoi nonni dove vi resterà fino al 1875 quando deciderà di arruolarsi nella marina mercantile. Tornato a Parigi nel 1878 inizierà ad interessarsi al mondo del teatro tanto che, nel 1885, entrerà a far parte di una compagnia teatrale.

Perse nel note vocali, a causa di un infezione, dovette abbandonare la vita da attore e così alla fine del diciannovesimo secolo iniziò ad interessarsi al mondo dell’arte e della fotografia.

Quest’ultimo mezzo era per lui un ottimo modo per poter evidenziare il veloce cambiamento della sua città, con soprattutto l’idea di fare memoria storica tramite i suoi scatti, e anche una buona idea di guadagno vista l’alta richiesta da parte di artisti di fotografie di Parigi.

Collezionò una moltitudine di foto durante la sua vita e fu preso soprattutto in grande considerazione dai Surrealisti e dalla Biblioteca Nazione di Francia che acquistò gran parte delle sue opere.

Il processo creativo di Eugène Atget

Eugène Atget viene riconosciuto per la sua grande dedizione a mettere in evidenza la continua evoluzione di uno dei paesi più importanti al mondo, ovvero la Francia.

Questo processo non era mai stato al centro delle intenzioni degli artisti del tempo, infatti Atget, si può dire esser stato uno dei primi.

Le sue fotografie mostravano le vie più disparate di Parigi con al centro le sue architetture, i suoi abitanti e le sue atmosfere. Realizzava i suoi scatti attraverso un’attenta scelta delle inquadrature, della luce e dei suoi soggetti con un gusto ricollegabile al suo passato teatrale e alla rivoluzione artistica di quel tempo.

Ad avere attratto sopratutto i Surrealisti era il suo modo di interpretare alcuni oggetti e vedute appartenenti al contesto urbano. Le vetrine, le porte e i parchi parigini avevano qualcosa da dire, un qualcosa che andasse oltre alla loro prima impressione.

© Eugène Atget

Si può dire che Atget sia stato tra i primi a comprendere le grandi potenzialità del mezzo fotografico e a sfruttarlo per un fine maggiore.

Per più di vent’anni, per mezzo della mia iniziativa personale e del mio lavoro, ho raccolto da tutte le vecchie strade della vecchia Parigi immagini fotografiche… di belle architetture secolari dal sedicesimo al diciannovesimo secolo: vecchi alberghi, case storiche o curiose, belle facciate… Posso dire di possedere tutto della vecchia Parigi — Eugene Atget

La sua raccolta di fotografie conta ben 10.000 negativi con opere sempre diverse e sempre indirizzate a fare un “ritratto” di Parigi in completa trasformazione.

Cosa ci insegna Eugène Atget sulla fotografia?

Eugène Atget è un simbolo della fotografia storica. La sua voglia di voler rendere immortale una parte della propria città, che da li in poi cambierà completamente, mette in evidenza il ruolo fondamentale che ha il fotografo nella società.

Noi abbiamo la grande possibilità di poter cambiare il mondo e di poterlo rendere migliore, il nostro ruolo ha ancora importanza e per questo va rispettato.

© Eugène Atget

Eugène Atget ci insegna a far uso del mezzo fotografico nella sua più completa e pura forma.

La fotografia è un mezzo di espressione che tutt’oggi sta subendo negativamente la continua produzione di immagini irrilevanti e superficiali che stanno in parte rendendo insignificante questo mezzo agli occhi della gente comune. Ridiamo vita ed importanza alle immagini e facciamolo nel giusto modo!

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