Elliot Erwitt: l’ironia al centro del processo fotografico

Elliot Erwitt: l’ironia al centro del processo fotografico

Elliot Erwitt è monumentale. Non trovo altre parole per definire un fotografo che è riuscito ad improntare, nella mente di chi osserva le sue fotografie, un concetto della vita che può ancora essere ancora definita ottimistica. Perché allora non dedicargli un approfondimento?

Elliot Erwitt Biografia

Elliot Erwitt nasce a Parigi nel 1928. La sua infanzia è stata caratterizzata da numerosi viaggi e spostamenti che lo hanno visto trasferirsi da città come Milano a città come New York.

Il suo avvicinamento alla fotografia inizia all’età di 15 anni dove, dopo aver acquistato la sua prima macchina fotografica a lastre, deciderà di far diventare la sua passione il suo mestiere.

La svolta della sua carriera avverrà nel 1951 dove, dopo aver conosciuto personaggi illustri come Robert Capa, verrà introdotto all’interno dei circuiti lavorativi per i professionisti di New York.

La sua bravura e la sua passione lo porteranno ad entrare nella Magnum Photos nel 1953 (dove fu anche direttore per tre anni) e ad avere i primi contatti con riviste del calibro di “Life”.

Il processo creativo di Elliot Erwitt

Elliot Erwitt ha lavorato moltissimo nel campo del fotogiornalismo fotografando soprattutto volti noti come quello di Nixon e di Marilyn Monroe.

Per questo motivo è importante andare ad analizzare come vi siano delle differenze, dal punto di vista d’approccio, tra fotografie prettamente giornalistiche e fotografie più finalizzate a mostre ed esposizioni.

Se pur differenti, le due tipologie di scatti, sono unite da due grandi caratteristiche, tipiche dello stile del fotografo: il bianco e nero e questa ricerca della spettacolarità e bellezza della quotidianità.

Fonte Magnum Photos. Immagine di © Elliot Erwitt

Elliot Erwitt è affascinato da questa faccia della medaglia che vede, in un contesto sociale allo sbaraglio, un barlume di speranza che può essere evidenziato dall’ironia e dalla giustapposizione degli elementi nella scena.

Anche in momenti non troppo positivi si può ritrovare quel umorismo e quella serenità che per qualche momento ci fanno distogliere lo sguardo da una realtà fin troppo dura.

Far ridere le persone e’ uno dei piu’ grandi traguardi che si possano raggiungere. E’ molto difficile, per questo mi piace — Elliot Erwitt

Elliot Erwitt ha scattato un numero veramente alto di fotografie, ma i suoi soggetti preferiti (soprattutto durante le sue sessioni di Street Photography) sono i cani.

Secondo il fotografo francese quest’ultimi hanno la capacità di risultare naturali e non spaventati di fronte l’obiettivo e per questo motivo meritano di essere mostrati nella loro e più completa bellezza.

Erwitt ha riscritto il concetto di visione del mondo tramite la sua voglia di mostrare il suo lato positivo, un lato che tutt’oggi viene sempre di meno evidenziato e soppresso da un pessimismo troppo accentuato. Alcune delle sue fotografie sono passate alla storia e tutt’oggi rappresentano un punto di vista toccante e delicato della nostra società.

Cosa ci insegna Elliot Erwitt sulla fotografia?

Elliot Erwitt ha capito fin da subito che la fotografia sarebbe stata la sua vita. La sua voglia di mostrare eventi semplici o particolari della società attraverso una sottile ironia ci porta ad apprezzare, in maniera toccante, ogni momento della nostra esistenza.

Fonte Magnum Photos. Immagine di © Elliot Erwitt

Il fotografo deve evidenziare gli eventi che colpiscono il nostro mondo e che lo cambiano positivamente o negativamente. Erwitt ci mostra come sia possibile farlo anche per altre vie, vie che possono rimanere impresse più a lungo nella nostra mente e darci la possibilità di poterci esprimere in maniera diversa.

Non dobbiamo avere paura di mostrare una parte di noi stessi o del mondo che potrebbe non essere in linea con i pensieri della società. Il nostro lavoro da artisti deve passare anche da un iniziale dissenso da parte di chi magari non ha ancora aperto gli occhi verso un’idea di realtà diversa da quella degli altri.

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