Fotografare è trovare un equilibrio tra la sfera razionale e quella emotiva. Intervista a Fabio Renzi.

Fotografare è trovare un equilibrio tra la sfera razionale e quella emotiva. Intervista a Fabio Renzi.

Fare delle scelte. La vita è costellata di decisioni difficili, irrisolvibili, in cui due grandi forze, la ragione e il sentimento, indomabili e imperterrite, si battagliano, per capeggiare nelle prime file della nostra eterna indecisione.

L'uomo ha da sempre trovato degli escamotage per scampare a questo scontro, o per renderlo meno problematico. Lo ha fatto con gli hobby, settimanali e costanti, tipo il modellismo, che va tanto di moda negli immaginari cinematografici, ma anche con interessi spesso diametralmente opposti a quelli normalmente vissuti ogni giorno - sport e quant'altro.

La fotografia, ad esempio, si è dimostrata essere un collante perfetto, un ponte stabile tra queste due entità molto diverse tra loro. Quest'arte, nata dalla scienza, ed imbevuta di creatività, ci ha permesso di rinascere, offrendoci una via di fuga verso alcune pratiche della vita che spesso ci passano inosservate, proprio sotto il nostro naso.

Fabio Renzi, che nella vita di tutti i giorni affronta il meraviglioso, e senza cuore, a detta sua, mondo informatico, ha trovato in lei una compagna di giochi, utile a sgombrare la mente dai fastidi della quotidianità e a ricaricare quel carburante essenziale per arrivare, senza impazzire, a fine mese.

Oggi, dopo mesi dal nostro ultimo appuntamento, ritorno ad intervistare i più interessanti volti nel panorama della fotografia di strada italiana e lo faccio con lui, che la fotografia di strada, per rimanere in tema con questa introduzione, gli ha cambiato davvero l'esistenza.

Fabio Renzi — Intervista

TSR: Ciao Fabio, benvenuto sui canali di The Street Rover.

Ciao Gianluca, grazie a te per l'invito e per la presentazione. Sono molto felice di essere qui a parlarti della mia fotografia.

TSR: Seguo il tuo lavoro ormai da qualche anno su Instagram e ho potuto constatare un evoluzione, in positivo, della tua produzione fotografica. Si può dire che tu abbia raggiunto, e trovato, ormai un tuo stile personale?

Ti dirò, pur avendo calpestato molti marciapiedi, e percorso altrettanti chilometri nelle strade della mia amata Roma, non riesco a dare ancora una definizione precisa del mio stile fotografico.

Quando cammino cerco sempre di assecondare il mio umore, la mia curiosità e la mia voglia di sperimentare, con le luci e i colori. Per questo motivo cambio spesso il mio punto di vista e l'approccio ai miei soggetti.

Foto di © Fabio Renzi

Posso dirti però con sicurezza che la mia ricerca visiva è molto legata alla composizione, ai giochi di luce e alle situazioni ricche di ironia. Mi piace lavorare a stretto contatto con le persone e, quando questo non mi è possibile, a costruire delle storie con la sovrapposizione, spesso vertiginosa, di più piani.

Credo che lo stile fotografico sia frutto di un processo in continua evoluzione e per questo motivo mi lascio costantemente contaminare dal lavoro di altri autori.

È fondamentale per me capire come gli altri interpretano lo spazio che li circonda per ritrovare successivamente nella mia personale visione delle cose i registri giusti, i canali più efficaci per comunicare la sensazione del momento.

TSR: Roma, insieme a Napoli, è un pò la patria dei fotografi di strada italiani. Com'è scattare nella Capitale?

Fotografare in una città come Roma offre tante possibilità. È un luogo ricco di storia, di episodi lirici. La considero molto dinamica: permette l’incontro con tantissime culture e l'accostarsi, nello stesso tragitto, di situazioni differenti.

Quando si fotografa spesso un luogo è molto difficile riuscire a mantenere sempre alta la curiosità ed evitare di essere ripetitivi. Cerco quindi di alternare momenti statici, in cui scelgo uno spazio e una luce interessante, a situazioni più rocambolesche, in cui mi avvicino direttamente al soggetto.

Mantenere i nervi saldi, e fuggire dalle situazioni che sanno "di già visto", è importante per rendere la tua Roma una Roma diversa tra le mille altre, unica nel suo genere.

TSR: Hai scelto Instagram come vetrina del tuo lavoro. Credi sia la scelta più giusta per un fotografo di strada?

Instagram è molto comodo, permette di accedere velocemente ad un’infinità di contenuti a tema fotografia e di scoprire, inoltre, il lavoro di autori meno conosciuti, italiani e non. La facilità di utilizzo e la possibilità di condividere rapidamente il proprio lavoro sono sicuramente i suoi punti di forza.

Nel mio caso mi ha aiutato a capirne di più sull'importanza del linguaggio fotografico e su come migliorare tutte quelle facoltà che oggi mi sono essenziali nella produzione delle mie fotografie.

Foto di © Fabio Renzi

La fotografia di strada sta crescendo ovunque. È esplosa molto negli ultimi anni e poterla respirare, anche su un Social Network generalistico come Instagram, la trovo una cosa molto positiva.

La Street, di per se, è un genere che offre l’opportunità di conoscere meglio le persone e i luoghi che viviamo, crea relazioni e soprattutto garantisce a tutti un luogo sicuro in cui esprimersi senza condizionamenti. Quindi, perché rinunciare a quest'opportunità offertaci dal web?

TSR: Parliamo spesso della difficoltà di fare fotografia di strada, come anche di avvicinarsi ai soggetti. Quali sono per te le chiavi di accesso a questo mondo?

Le mie chiavi di accesso sono la sincerità, la chiarezza e soprattutto il rispetto. Se mancano queste, insieme a delle scarpe comode, e alla curiosità nei confronti della vita, non riusciremo mai a portare a casa niente di buono.

Credo fermamente che ogni fotografo debba, categoricamente, anteporre una sua morale a tutto quello che produce: dare priorità a dei valori che definiscano la propria visione delle cose. La fotografia di strada ha bisogno anche di questo per funzionare al meglio.

TSR: A cosa stai lavorando in quest'ultimo periodo?

Ho sempre avuto un forte interesse nella costruzione di progetti personali dal tono documentaristico. Ora che la fotografia di strada è diventata per me quasi una dipendenza, vorrei iniziare a pensare ad un progetto più strutturato, concreto. Vediamo cosa il futuro mi riserverà. Per ora continuo a scattare. Mi basta questo.

Ringrazio infinitamente Fabio per il suo tempo. Se ti fosse piaciuta quest’intervista, condividila e passa la voce. Puoi approfondire il lavoro di Fabio Renzi sul suo profilo Instagram.

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