Devo ammettere che parlare di fotografi che fanno uso del colore, per i loro lavori, mi affascina in maniera considerevole. Questo è dovuto dal fatto che pochissime volte utilizzo il colore per le mie immagini e per questo ne sono attratto ed incuriosito.

Questa attrazione mi ha portato ad interessarmi ad autori come Harry Gruyaert, fotografo che ha fatto del colore una delle sue armi più importanti.

Harry Gruyaert Biografia

Harry Gruyaert nasce a Antwerp (Belgio) nel 1941. Dopo aver conseguito gli studi presso la scuola di Cinema e Fotografia di Bruxelles (1959–1962), decide di mettersi in proprio e diventare così un fotografo freelance a Parigi.

I suoi primi lavori furono indirizzati verso il campo della fotografia pubblicitaria e il cinema, tanto da diventare, per qualche anno, direttore della fotografia per la Flemish Television. Un importante evento della sua vita fu il viaggio in Marocco nel 1969, viaggio che lo introdusse verso la via del colore e l’utilizzo di quest’ultimo per le sue fotografie.

A donare maggior personalità alle sue immagini era questa manipolazione dei colori in stile televisivo, effetto che regala tutt’oggi delle fotografie dal forte impatto estetico e visivo. Il suo lavoro lo portò ad essere apprezzato da tantissimi critici del tempo e così, nel 1981, arrivò la chiamata dalla Magnum Photos che consacrò il suo ottimo impegno fotografico ed artistico.

Il processo creativo di Harry Gruyaert

Harry Gruyaert è sicuramente uno dei fotografi che tutt’ora influenza moltissimi artisti di stampo contemporaneo, non tanto per la sua capacità narrativa, talvolta assente nelle sue immagini, ma più che altro per la sua bravura nel saper rendere straordinario un evento banale della quotidianità.

Egli attraverso una giustapposizione degli elementi, visti soprattutto in chiave formale e cromatica, riesce a creare degli scatti veramente impressionanti. La sua più importante arma è quella legata allo shock creato dalla visione di un oggetto/soggetto disposto in maniera tale che attiri fin da subito l’attenzione.

© Harry Gruyaert

I colori nelle foto di Harry Gruyaert sono molto particolari, notiamo fin da subito che hanno una loro autonomia e sono vagamente differenti da una loro contropartita reale. Questa caratteristica non è pero disturbante o negativa, anzi, rende le immagini di questo fotografo molto particolari ed attraenti.

Ad essere ancor più interessante è il suo studio della luce, studio fatto di ombre molto nette e porzioni di soggetti umani illuminati dalla luce naturale del sole. Un processo sicuramente molto moderno e tutt’ora in voga tra moltissimi fotografi attuali.

Irish Summers. L’estate irlandese di Harry Gruyaert.
L’estate è una stagione ricca di malinconia. Non so cosa renda questo periodo, contrassegnato dal sole e dai viaggi low cost, così propenso a stimolare in noi ricordi e vicende già vissute. Sarà la salsedine, le giornate lunghe, i pranzi abborracciati, oppure quell’inestimabile sensazione che ogni cosa, anche la più

Cosa ci insegna Harry Gruyaert sulla fotografia?

Basta sentire parlare per qualche momento Harry Gruyaert per capire quanto egli ami la fotografia. Il fotografo belga ha compreso fin da subito che la banalità non è un qualcosa da evitare, bensì un elemento da sfruttare, distruggere e ricomporre attraverso il nostro occhio fotografico.

Ogni elemento che ci circonda è valevole della nostra attenzione, basta solo osservare e comprendere come tutti gli oggetti, se disposti in una certa maniera, possono regalarci delle forte emozioni.

© Harry Gruyaert

Harry Gruyaert non è sicuramente un mostro sacro come Henri Cartier Bresson o Robert Capa, ma sicuramente è uno di quei fotografi da ammirare ed osservare con attenzione.

Impariamo quindi ad apprezzare quello che ci circonda e a saper lavorare anche con poche cose, con pochi elementi al fine di apprendere quella capacità di saper trasformare quest’ultimi in grandi fotografie.

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