Phil Stern: quando la guerra cambia gli uomini

Phil Stern: quando la guerra cambia gli uomini

Quando ho sentito parlare per la prima volta di Phil Stern ho pensato fosse un altro di quei fotografi di guerra che non avevano niente da dire sotto molti punti di vista. Ne ero più che convinto nella mia piccola testolina ancora troppo legata ai grandi nomi e alle grandi storie scritte nei libri di fotografia.

Dopo aver conosciuto la sua storia, e aver “vissuto” e goduto dei suoi scatti in prima persona, ho però cambiato completamente opinione. Ma chi è veramente Phil Stern? E perché meriterebbe un maggior approfondimento?

Phil Stern Biografia

Phil Stern nasce Philaldelphia il 3 Settembre del 1919. Cresciuto a New York da una famiglia di immigrati russi, il giovane fotografo iniziò a lavorare in uno studio fotografico nel 1937 prestando anche qualche collaborazione con la rivista “Police Gazette”.

Questa sua breve esperienza lo portò a diventare nel 1939 il fotografo ufficiale di “Friday“, rivista che si dedicava principalmente alla documentazione della vita dei lavoratori americani.

Arrivato però il conflitto della Seconda Guerra Mondiale, Phil Stern, decise di arruolarsi presso il battaglione dei “Darby’s Rangers” come fotografo di guerra.

Le sue prime missioni si svolsero in Sicilia dove fotografò principalmente le azioni strategiche del suo plotone e i luoghi di conquista e battaglia. Ferito due volte dovette tornare più volte alla base militare per farsi curare abbandonando così i campi.

Molte delle sue fotografie vengono tutt’oggi riconosciute a lui poiché, oltre ad averle viste lui stesso e designate come tali, aveva avuto la grandissima idea di scattare con due macchine: una Contax 35mm (rullino che teneva lui) e una Rolleiflex 6×6 (rullino che dava all’esercito).

Phil Stern aveva già da giovanissimo compreso il valore delle sue fotografie, ma soprattutto il valore della testimonianza storica di un evento che avrebbe cambiato l’umanità per sempre.

Tornato dalla guerra collaborò per molti dei suoi lavori con Life e si dedicò completamente alla fotografia di personaggi del cinema americano. Morì nel 2014 lasciando un patrimonio di fotografie veramente interessanti ancora oggi in fase di archiviazione e studio.

Cosa rende così speciale Phil Stern?

Arriviamo al punto della discussione. Phil Stern è sicuramente uno tra i più importanti testimoni del secondo conflitto mondiale, testimone che è riuscito, tramite un’analisi personale degli eventi, a mettere in evidenza varie facce della guerra. A renderlo però veramente unico e speciale è soprattutto la storia legata alle sue immagini.

Se pensiamo a come un giovanissimo americano (aveva solo 22 anni quando si arruolò) antepose il rischio della morte alla sua voglia di entrare fotograficamente dentro il conflitto, restiamo un pò sbigottiti. Questa idea era però ben radicata dentro il suo popolo che si sentiva invincibile di fronte un nemico definito quasi insormontabile.

1943 © Phil Stern

Phil Stern non amava sparare. Molto probabilmente non ne era neanche capace. La sua arma migliore era la sua macchina fotografica: strumento che, se sfruttato a dovere, poteva “ferire” in maniera ancor più violenta di un’arma da fuoco.

Il fotografo americano riusciva a contrapporre immagini molto “accademiche”, con al centro i soldati e il conflitto, ad immagini con una costruzione molto attenta della composizione.

Ad esempio amava sfocare il primo piano per dare maggior riguardo al secondo, creando così uno stile di fotografia che lo differenziò da altri “testimoni” di quel tempo. Ma soprattutto nelle sue immagini traspariva l’inizio di un’amore nei confronti di una terra ancora tutta da scoprire per lui, una terra che rimarrà impressa nei suoi ricordi e che riuscirà ad “abbracciare” solo negli ultimi anni.

1943 © Phil Stern

La Sicilia fu un posto molto importante per Phil Stern e possiamo dire che fu forse uno tra i pochi fotografi conosciuti ad avere scattato importanti fotografie in questa terra (dopo Robert Capa ovviamente).

Il fotografo americano ha lasciato alla storia delle fotografie molto importanti, ma soprattutto ha confermato ancor di più la cattiveria e l’odio che può accecare l’uomo per raggiungere dei fini effimeri. La guerra cambia gli uomini e Phil Stern fu un’altra di queste “vittime”.

Oggi molti dei suoi scatti sono esposti, in maniera permanente, a Catania (Museo Storico Sbarco in Sicilia, vicino Ciminiere) al padiglione “Phil Stern” insieme ad alcune immagini realizzate nel suo ultimo viaggio in Sicilia nel 2013 (fotografie di Carmelo Nicosia).

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