380 dollari. Fu questo il prezzo che permise a John Malof di impadronirsi, senza neanche saperlo, del primo lotto di negativi realizzati dall’allora sconosciuta Vivian Maier. Era il 2007 e il nome di questa straordinaria donna non era minimamente presente neanche nel più grande database pubblico al mondo — Google non sa sempre tutto.

Il fiuto di John per gli affari, e la sua bravura nel saper riconoscere cosa vale e cosa no nel mondo dell’arte, farà esplodere in quegli stessi anni il fenomeno Maier in tutto il mondo. Da qui nascerà anche il film “Alla ricerca di Vivian Maier“, una pellicola che approfondisce la sua storia e la sua fotografia. Io l’ho visto ed oggi ve ne parlerò.

Vivian Maier: l’altra faccia della fotografa bambinaia

Ho aspettato un pò prima di parlarvi di questo film. Qualche settimana fa ho approfittato di alcuni sconti sugli Store Digitali per potermi accaparrare qualche chicca fotografica a poco prezzo, così da evitare di rimanere troppo deluso se si fosse dimostrato come l’ennesimo prodotto di scarsa qualità fatto solo per guadagnare qualche spiccio — accade fin troppe volte nel mondo dell’arte.

Alcuni dei negativi della Vivian Maier sistemati ed archiviati all’interno di alcune scatole nello studio di John Malof.

Alla ricerca di Vivian Maier” aveva buone recensioni e una lunghezza media che mi hanno fatto fin da subito sperare per il meglio. Dopo qualche rimuginazione mi decido: lo noleggio, lo avvio ed ecco che parte il viaggio nei meandri della vita di questa donna, odiata ed amata, nello stesso momento, dalle persone che le hanno gravitato intorno.

Ad aprire le danze è lo stesso John Malof che ci racconta il mito dietro la scoperta della gallina dalle uova d’oro — nell’accezione più benevola del termine (o forse no?). Il film nasce semplicemente dalla necessità dell’autore di dare un contesto, e una forma, attorno al personaggio della fotografa bambinaia.

Siamo giornalmente bombardati dalle sue immagini, la conosciamo fin troppo bene da quel punto di vista, ma chi studia fotografia sa benissimo che la biografia di un’autore è fondamentale. Senza di questa non possiamo cogliere, ne capire, il perché di certi atteggiamenti e il come si sia arrivati a scegliere di fotografare un soggetto rispetto ad un altro.

© Vivian Maier

La Maier era una donna molto sensibile, dedita al lavoro e, secondo alcuni, psicologicamente instabile. Questa sua ultima caratteristica fu per certi versi il motivo per cui venne licenziata più volte dalle sue clienti e la principale causa dei suoi spostamenti in diverse città americane — andava dove gli veniva proposto un lavoro, vivendo insieme alla famiglia.

Nella pellicola si dà largo spazio alle bambine accudite in passato dalla fotografa, ormai troppo cresciute e sbalordite dal suo successo, e alle sue amiche, coloro che hanno definito e smussato, attraverso scelte positive e negative, la sua esistenza.

La narrazione viene scandita man mano dalla presenza delle sue immagini e dagli interventi irriverenti degli intervistati — all’unisono concordanti sul fatto che Vivian scattasse in continuazione fotografie facendo innervosire a volte i suoi amici.

Il mistero dietro le origini della Maier

Il film non si limita solo a raccogliere le interpretazioni e gli aneddoti delle persone vicine alla Maier, ma introduce un interrogativo che ci fa quasi balzare dalla sedia: il mistero dietro la sua terra di origine e sul suo passato travagliato.

Sembra infatti che John Malof sia riuscito a scovare un frammento interessante dietro al personaggio della fotografa; una storia all’agente segreto sotto copertura che deve inserirsi in un ambiente ostile per farsi amici i suoi nemici.

Vivian ha scelto sapientemente di interpretare un ruolo diverso dal normale per chissà quale motivo, andando ad assumere degli atteggiamenti al limite del sospetto — non vi svelo più di così, per non rovinarvi la sorpresa.

© Vivian Maier

In 80 minuti, nel bene o nel male, si avrà un quadro complessivo della vita di questa autrice, lasciando però indefiniti alcuni interrogativi che amplificano e valorizzano la figura della Maier nel contesto artistico contemporaneo.

Vivian si dimostra essere ancora una volta una figura imponente con una storia encomiabile. Una storia che questo film sa ben interpretare e spiegare. Insomma, una pellicola che mi ha particolarmente colpito e che non posso non promuovere a pieni voti.

Dove poterlo vedere/acquistare?

Il film può essere acquistato in formato DVD alla Feltrinelli, negli store digitali, come Amazon, o affittato sulle piattaforme di streaming online (Google TV o Prime Video) - personalmente ho scelto questa opzione, più economica ed immediata. Se riesci a recuperarlo, fammi poi sapere che ne pensi nei commenti.

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