Due parole su “How I Make Photographs” di Joel Meyerowitz

Due parole su “How I Make Photographs” di Joel Meyerowitz

Qualche mese fa mi sono fatto prendere la mano dagli acquisti compulsivi e mi sono portato a casa, insieme al libretto di Erik Kessels, di cui ti ho parlato settimane fa, un altro volume sulla fotografia davvero molto interessante.

Si tratta di “How I Make Photographs” di Joel Meyerowitz, una guida sulla fotografia di strada e sulla faccenda del vedere — in tutte le forme possibili ed immaginabili.

So già cosa stai pensando, lì, di fronte allo schermo del tuo smartphone: << ecco l’ennesima guida sulla Street Photography che ripete, come una macchinetta, sempre le stesse cose >>. L’ho pensato anche io, all’inizio, leggendo la descrizione del volume su Amazon.

Non potevo però non dargli una possibilità. Adoro il lavoro di Joel e ho capito nel tempo che farsi frenare dalla copertina di un libro non è mai una scelta intelligente. Così l’ho acquistato, lasciato in libreria per qualche settimana e poi, dopo tanti tentennamenti, preso e finito di leggere.

Ora posso dirtelo, senza peli sulla lingua, e senza rischiare un linciaggio: “How I Make Photographs” di Joel Meyerowitz è un volume da avere assolutamente!

Sono più che sicuro di quello che ti sto dicendo, perché all’interno di questo libretto, di circa 100 pagine, scritte in un inglese super mega comprensibile, c’è più materiale di quanto potresti trovare in una guida da quattro soldi scritta da un guru della fotografia di strada.

Ma partiamo con ordine.

Joel Meyerowitz non è l’ultimo arrivato nel settore. È uno dei fotografi più importanti al mondo e lo da subito a vedere fin dalle prime pagine. Costruisce per noi, come un architetto esperto, un percorso di crescita che passa dalla formazione della propria identità in strada, fino all’elencazione di possibili vie per vincere la paura di immergersi in uno spazio vissuto da altre persone.

Ci consiglia come avvicinarci, come evitare di scattare immagini poco interessanti e come muoverci per catturare, al massimo delle nostre possibilità, le scene più esilaranti e struggenti nella giungla della strada.

Tanti consigli e spunti per migliorare, ma soprattutto una chiara visione delle cose e del mestiere del fotografo. Leggendo le sue parole si ha la voglia di buttarsi subito in strada, a scattare delle buone fotografie.

Quello che mi è piaciuto particolarmente è l’approccio, quasi da padre, da insegnante bonario, che Joel utilizza per spiegarci la sua idea di fotografia: una fotografia che nasconde una filosofia molto romantica, precisa ed aperta all’accoglimento di sensazioni e segnali provenienti da tutte le direzioni, interne ed esterne.

Attraverso le sue parole si percepisce l’amore nei confronti del genere della fotografia di strada. Quest’amore, quest’energia, ci viene trasmessa senza filtri, e ci colpisce, profondamente, in ogni pagina ed in ogni parola scritta da Joel.

Ecco, se dovessi dirti cosa differenzia questa guida dalle altre, oltre alla presenza delle sue esperienze dirette, e delle sue straordinarie immagini, è la forte predominanza della componente umana: non ci sono regole scritte nè consigli dati come esercizi scolastici: c’è la fotografia vista dagli occhi di un tizio qualunque innamoratosi, fin dai primi passi calpestati sul Pianeta Terra, della vita e della gente.

Solo per questo, a mio modo di vedere, meriterebbe un piccolo spazio nella tua libreria.

Dal punto di vista tecnico, al contrario di tutto il resto, non ti aspettare granché: anche quando si parla di post-produzione o di scelta di pellicole, Joel, si lascia andare ai ricordi e alla componente umana (anche se, quei pochi consigli dati sul tema, sono oro).

Dedica davvero poche pagine alla tecnica, che rimane per lui comunque importante, al fine della realizzazione delle fotografie, ma in secondo piano rispetto a tutto il resto (anche perché di quella se ne parla ampiamente in altri volumi).

Sicuramente non è un libro per chi cerca delle note specifiche sulle tecniche di scatto o sull’utilizzo di una lente rispetto ad un altra, è piuttosto una raccolta di stimoli visivi e mentali da recuperare quando la creatività viene meno.

Joel ci stimola sempre a migliorarci e a vedere le cose da un punto di vista diverso.

Se dovessi riassumerti questo libro in tre parole sarebbero: sensibilità, competenza e qualità dei contenuti. Tre aggettivi che rendono questo volume un grande volume e forse uno dei migliori sul genere (è entrato di diritto nella mia top tre personale di volumi sulla Street Photography).

Si è conquistato la mia fiducia e quindi te lo consiglio vivamente, anche perché, di Joel, ce ne sono davvero pochi al mondo. Un libro da avere e da rileggere più volte, fino allo sfinimento.

Ora scappo, il mare mi aspetta. È stato davvero un piacere parlartene!

A presto e buona lettura.

Una volta che hai una fotocamera nella tue mani, hai una licenza per vedere e raccontare la vita.

~ Joel Meyerowtiz
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